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Utente: Apoteca
A detta di molti sono una persona speciale, a detta di altri una fuori dal comune. E non è proprio la medesima cosa.
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mercoledì, 19 marzo 2008
Gli estremi sono pericolosi da qualsiasi parte li si osservi. Spesso sono dettati dall' indole del singolo, più raramente da situazioni contingenti ed indipendenti dall' individuo che trasformano la persona in questione in un estraneo. Uomini apparentemente miti e tranquilli divengono, inaspettatamente, "feroci": forse nel tempo ne hanno ingoiate troppe senza mai opporsi, senza mai pensare prima a sè stessi e poi agli altri. Che cosa dire a questi novelli Hide? Che la brace sotto la cenere è divenuta un fuoco? Che la pressione della pentola è divenuta insostenibile? Che se avesse di fronte lo/gli oggetti/o della sua ira repressa li divorerebbe seduta stante (diciamo così, và)?
No. Gli direi che era ora che tutto ciò venisse allo scoperto e tuttavia gli consiglierei di incanalare tutta quest'ira nella giusta direzione, suggerendogli "Non ti curar (più) di loro, ma guarda e passa". Comincia a pensare a te e non agli altri: l'unico che può darti qualcosa sei solo tu, nessun altro.
Io, semmai, posso solo darti un consiglio. Bacio.

P.S. Capelli corti?! O Maria!!   :))
postato da: Apoteca alle ore 20:09 | Link | commenti
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lunedì, 17 marzo 2008
Stasera qualcosa è diverso e non credo sia solo il tempo: Giove Pluvio è un po' incazzato ma la cosa non mi tange più che tanto. Riflettevo sull' ineluttabilità della vita (chi oggi non lo fa), sulla pochezza che mi circonda, sul grigiore che ogni giorno mi passa davanti agli occhi. Credo di aver perso il controllo della mia vita; per carità, tutto va benissimo ma mi manca qualcosa, quel quid che me la farebbe apparire (o essere) perfetta.
Riflettevo che non si può più stare a guardare; decido che le occasioni vanno cercate e scovate e non semplicemente attese. Non voglio più che le cose accadano, voglio essere io a farle accadere, così per lo meno schiaffeggerei solo me stessa per non averle sapute cogliere e sfruttare.
postato da: Apoteca alle ore 20:44 | Link | commenti (3)
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giovedì, 28 febbraio 2008
L' animo umano è vario eppure sempre uguale a sè stesso: più qualcosa fa male e più ci si ostina a rincorrerlo. Si fuma pur sapendo che prima o poi ci ucciderà, si ama qualcuno con la consapevolezza che prima o poi quella persona ci farà del male, molto male: eppure non se ne può fare a meno perchè entrambe sono o si trasformeranno in letale dipendenza ed entrambe uccideranno, l'uno il corpo e l'altro l'anima. Ciò che mi perplime è che il tuo ultimo pensiero rivela un duplice fine: risuona come richiesta d' aiuto e come presa d'atto della situazione, due conclusioni che cozzano e si compenetrano tra loro.
Paura di caderci di nuovo e consapevolezza che nessuno può darti una mano ad evitarlo? Ceramente sì...Questa volta te ne rendi conto e ti spaventa ciò che potrà accadere visto che già lo hai vissuto: come darti torto? E allora la mia domanda retorica scatta inesorabilmente: perchè invece di farti trascinare dagli eventi senza averne parte attiva non prendi in mano il gioco e non cominci a dettare le regole? Ferree no di certo, visto come sei, ma quel tanto che basta per darti la possibilità di prendere qualche decisione che sia tale. Non puoi continuare a farti manipolare così.
postato da: Apoteca alle ore 22:56 | Link | commenti (3)
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venerdì, 25 gennaio 2008
Yes! The doctor is in...
Riguardo ad uomini d'altri tempi ed ingenuità (chi ha orecchie per intendere...).
La tua prima domanda è se il divertimento (il fine) giustifica "quel tal modo" in cui qualcuno lo ottiene (i mezzi); in questo caso, per me, i due termini si ribaltano ed il tutto diviene: i mezzi giustificano il fine? Ammetterai che c'è un certo sbilanciamento tra i due visto che assumere certi comportamenti non giustifica la quantità di divertimento che se ne ricava ma questo è un solo un mio parere e prendilo così com'è. Visto che conosci le mie idee saprai pure che se mi si dice "Ero ubriaco/a e non sapevo ciò che facevo" la mia reazione sarà una grassa risata proprio perchè conosco piuttosto bene tutte le varie fasi dell'allucinazione alcolica, tanto da affermare con certezza che anche nella sbronza più colossale ero in grado di capire cosa stava accadendo intorno a me e ciò che stavo facendo io. Se poi le due cose si sommano ed il tutto diventa "Oh! Mi son dovuto sbronzare come un caimano e ho dovuto fare anche "quello" per dovermi divertire" beh....allora trai tu la conclusione che sei uno intelligente.
Secondo quesito della Susy: se il fine fosse quello in quanto tale allora non credo che ci sarebbe un gran che di divertimento e la cosa diverrebbe normale quanto spazzolarsi i capelli...ed a buon intenditor, poche parole.
Ergo (e qui basta perchè il pistolotto comincia a farsi troppo lungo) il deluso non devi essere TU ma il soggetto di cui si tratta, che probabilmente non è in grado di trarre il vero divertimento dalle semplici gioie della vita e che mi fa pensare ad una eterna insoddisfazione di sè stesso.

Sorry. The Doctor is out.
postato da: Apoteca alle ore 19:12 | Link | commenti (1)
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martedì, 01 gennaio 2008
Il bello delle festività natalizie è che prima o poi finiscono e con esse termina anche il mio periodo acido, quello in cui azzannerei alla giugulare chiunque mi auguri "Buon Natale". E' il momento dell'anno che più di ogni altro mi fa riflettere sull'ipocrisia che regna nell'animo umano e che vede nel fatidico Dicembre la sua apoteosi: improvvisamente e per un sol giorno i parenti colpiti da anatema familiare divengono una sorta di "figliol prodigo" ed i peggiori nemici si tramutano in compagni di mille avventure, il tutto condito dal tipico tripudio di buoni sentimenti che, come le belle cose, finiscono all'alba del giorno dopo.
Mettiamo caso che il tal Pinco durante l'anno: 1- ne ha combinate di cotte e di crude; 2- si è beato bellamente delle sue azioni le cui ripercussioni si sentiranno anche negli anni a venire; 3- (dulcis in fundo) non ha l'umiltà e l'intelligenza per riconoscere i propri, gravi errori. Se il signor Pinco si presentasse, arrogantemente, alla mia porta con la scusa che "A Natale si è tutti più buoni" non esiterei a rispondergli che, certo, io sono buona ma non  cog....ona e che la strada per tornare alla sua magione la conosce.
Sarei un'ipocrita a fare il contrario, perchè con l'intelligenza ed i sentimenti (propri ed altrui) non si scherza, sia o meno il 25 dicembre.
postato da: Apoteca alle ore 17:12 | Link | commenti
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martedì, 11 dicembre 2007
Guardo ora il calendario e l'unica frase che mi salta in mente è.....7 giorniii....Ovviamente da pronunciarsi alla maniera The Ring e con opportuno sibilo.
postato da: Apoteca alle ore 12:17 | Link | commenti
categoria:la vita è bella
venerdì, 07 dicembre 2007
Oggi è una giornata meravigliosa...Oggi la prima tessera del mio mosaico-progetto ha trovato la giusta collocazione...Da oggi inizia una nuova vita, perchè... UDITE UDITE!! La Ely comincia a lavorare! E non un lavoro qualsiasi, perchè è proprio nell'ambito che più mi si confà, vale a dire....LA CUCINA!!
Signore e signori, vi annuncio che IL progetto comincia a delinearsi e lo fa da questo momento. Un grosso "In bocca al lupo" a me!!!
postato da: Apoteca alle ore 17:32 | Link | commenti
categoria:la vita è bella
martedì, 13 novembre 2007
BENTORNATA CHIARA!
Anch'io non vedo l'ora di vedere le foto....sopratutto l'invidiabile abbronzatura!
postato da: Apoteca alle ore 10:59 | Link | commenti
categoria:amici
giovedì, 01 novembre 2007
"Volantinaggio del parroco contro Halloween. Don Bruno mette al bando zucche illuminate, dolcetti e scherzetti: "Banalità da blasfemi"; questo il titolo strillato a pagina 30 dall'edizione di ieri de "Il Mattino" edizione di Padova: leggendo l'articolo scopro che questo parroco ritiene la notte di Ognisanti una "festaccia" (parole testuali) che si basa solamente su paura, morte, demoni e chi più ne ha, più ne metta.
Nessuno nega che da qualche anno a questa parte la notte del 31 ottobre abbia preso una piega molto americana (popolo bue che non siamo altro) e che sia accompagnata da festeggiamenti che poco ci appartengono, ma da qui a definirla una blasfemia da cui scappare a gambe levate ne corre.
Se il parroco in questione avesse una minima conoscenza delle tradizioni popolari saprebbe che quelli della notte di Ognisanti sono riti che arrivano da lontano sia nel tempo che nello spazio (e non intendo dagli USA); se il parroco in questione avesse una minima cultura saprebbe che qui da noi la tradizione della zucca intagliata è da sempre esistita; se fosse un po' più curioso scoprirebbe che la valenza simbolica è ben altra rispetto a ciò che residua oggi.
Questa ricorrenza appartiene alle antiche tradizioni contadine di tutta Italia (intendo proprio tutta) ed ostracizzarla in questo modo significa non volerle riconoscere e dar loro valenze distorte e puramente superficiali. Il parroco non dovrebbe essere un insegnante per i bambini che gli vengono affidati? E quindi esegua il suo compito: si documenti e spieghi loro il vero significato della ricorrenza che ritiene "blasfema", ben lontana dal semplice "dolcetto o scherzetto" che ci riporta la filmografia.
postato da: Apoteca alle ore 10:03 | Link | commenti
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venerdì, 19 ottobre 2007
Sono operativa da più di un' ora, la gatta si arrota le unghie sui pantaloni del mio pigiama, Venere risplende che sembra un Sole ed anche oggi sarà una bella giornata, in ogni senso.
Ho un bagno che pare nuovo, frutto del lavoro del mio bricoleur (e chissà se si scrive così) e dei 120 euri sborsati al Leroy giusto ieri: sembrava di stare in un parco giochi ed avrei voluto comprare quasi tutto ma basta ed avanza la spesa sostenuta.
Sopratutto....Huston, il problema appare rientrato! Basta sapersi capire, come in ogni situazione un po' ingarbugliata che si presenta all'orizzonte: non so come tutta la faccenda si evolverà ma non mi troverà impreparata.
Ultimo ma non ultimo....AUGURI NICO!!
postato da: Apoteca alle ore 05:42 | Link | commenti
categoria:la vita è bella